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ROSLYE'S

CONFORMISMO

La parola conformismo nella nostra cultura è un termine leggermente negativo,tendiamo a rivendicare l’unicità, ma nei Paesi collettivisti questa connotazione negativa sparisce in quanto le relazioni interpersonali aiutano a definire il sé.

IL CONFORMISMO è un cambiamento del comportamento,dei pensieri e dei sentimenti delle persone verso una norma sociale. In realtà avviene a diversi livelli ♥ accondiscendenzaobbedienza ♥ adesione interiore.

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Vi starete chiedendo: perché ci si conforma?

A partire dagli esperimenti classici di Sherif, Asch e Milgram (su quest’ultimo ci soffermeremo in un altro articolo) è stato dimostrato che il conformismo è influenzato da variabili situazionali che riguardano le caratteristiche del gruppo; le persone si conformano maggiormente quando 3 o più persone agiscono nello stesso modo , e ci si conforma quanto più le persone a cui ci si “modella” sono di status elevato.

Gli studi affermano che ci si conforma per rispondere al proprio desiderio di essere accettati (INFLUENZA NORMATIVA) o per ricavare informazioni quando si è in condizioni di incertezza(INFLUENZA INFORMATIVA).

Che cosa motiva l’anticonformismo?

Le persone attribuiscono valore al loro senso di libertà, quando la pressione sociale diventa tanto invadente, spesso si ribellano.

Le persone si sentono meglio quando si sentono moderatamente uniche; non cerchiamo un tipo qualsiasi di distinzione, ma la distinzione nella giusta direzione.

IL BAMBINO NEL PRIMO ANNO DI VITA-PIAGET.

Il bambino nel primo anno di vita risponde alla realtà attraverso stimoli sensoriali e motori; non si crea progetti futuri o scopi da perseguire,risponde solamente al presente immediato; non ha una rappresentazione interna degli oggetti;non possiede immagini mentali o parole da manipolare.

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Vediamo ora i sei stadi per lo sviluppo dell’ intelligenza sensomotoria messi a punto da Piaget:

 

L’ESERCIZIO DEI RIFLESSI    (0-1 mese)

I riflessi sono delle reazioni innate che il neonato applica in situazioni sempre più numerose creando così degli schemi mentali; quando il neonato fa degli sforzi per applicare lo schema si manifesta il fenomeno detto accomodamento ad esempio muove la testa o le labbra per cercare il capezzolo mentre in precedenza era in grado di succhiare il capezzolo solo quando gli veniva messo in bocca; la discriminazione invece si manifesta quando il bambino ha fame e rifiuta qualsiasi sostituto del capezzolo incapace di nutrirlo.

 

LE REAZIONI CIRCOLARI PRIMARIE E I PRIMI ADATTAMENTI ACQUISITI    (1-4 mesi)

Quando il bambino ottiene casualmente un risultato nuovo ed interessante cerca di conservarlo attraverso la ripetizione dell’azione; questo bisogno viene detto reazione circolare primaria perché tutte la azioni sono concentrate sul corpo dell’ infante . Questo meccanismo porta alla formazione di nuovi schemi mentali , possiamo iniziare a parlare di esperienza e quindi di organizzazione psicologica.

 

LE REAZIONE CIRCOLARI SECONDARIE    (4-8 mesi)

Al contrario di quelle primarie queste sono rivolte verso il mondo esterno circostante. Anche in questo stadio le scoperte sono casuali; una delle più importanti acquisizioni di questo periodo è la capacità di coordinare lo schema della visione.

 

LA COORDINAZIONE DEGLI SCHEMI SECONDARI E LA LORO APPLICAZIONE ALLE SITUAZIONI NUOVE    (8-12 mesi)

In questa fase avviene una differenziazione tra mezzi e fini, ovvero quando il bambino vuole raggiungere uno scopo applica gli schemi che già possiede alla nuova situazione. Il bambino  ha interesse per le novità che lo porta a esplorare gli oggetti: ad esempio ogni singolo oggetto viene strofinato, lanciato, scosso ecc allo scopo di conoscerlo. Il bambino comincia a cercare gli oggetti che abbiamo nascosto sotto ai suoi occhi ed una volta trovato l’oggetto, per esempio sotto al cuscino, egli andrà a cercarlo nello stesso posto anche se ha assistito alla nostra azione di nasconderlo in un altro posto.images

 

LE REAZIONI CIRCOLARI TERZIARIE E LA SCOPERTA DI MEZZI NUOVI MEDIANTE SPERIMENTAZIONE ATTIVA    (12-18 mesi)

Le reazioni circolari terziarie rappresentano l’estensione e il miglioramento degli schemi già assimilati. Piaget ha individuato tre condotte tipiche di questo stadio: ♦ Condotte del supporto (avvicinare un oggetto tirando a se il supporto su cui è poggiato); ♦ della cordicella (usare una cordicella come prolungamento dell’oggetto); ♦ e del bastone (si utilizza un bastone come strumento per raggiungere oggetti collocati fuori dalla portata del bambino). Nella ricerca dell’oggetto scomparso il bambino è in grado di seguire gli spostamenti da un nascondiglio all’ altro.

 

L’INVENZIONE DI MEZZI NUOVI MEDIANTE COMBINAZIONE MENTALE   (18-24 mesi)

In una situazione nuova il bambino non procede più per tentativi o per prove ed errori, ma per invenzione, compiendo un vero e proprio atto mentale. Egli prevede quali azioni avranno successo e quali falliranno, rappresentando sia le cause che gli effetti. Le azioni sono interiorizzate e questo segna la comparsa della rappresentazione, essa porta con se la percezione del proprio corpo come oggetto in mezzo agli altri, rappresenta se stesso ed immagina i propri spostamenti nello spazio come se li vedesse dall’ esterno.

 

 

 

 

LO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO

Non si può parlare di linguaggio senza inserirlo in una più ampia capacità comunicativa; di norma si impara a parlare nei primi 3 anni di vita ma ci sono due importanti teorie sull’acquisizione del linguaggio:

INNATISTA      il linguaggio è un dispositivo innato, un insieme di regole che il bambino deve scoprire a partire dalle più semplici; l’apprendimento per imitazione dell’adulto non ha alcun ruolo nello sviluppo del linguaggio poiché il bambino è capace di formulare frasi mai sentite in precedenza (sviluppo creativo).

INTERAZIONISTA      lo sviluppo del linguaggio viene inteso come capacità comunicativa,quindi strettamente legato al contesto sociale; il bambino è in grado di comunicare senza ancora saper parlare.Si parla quindi di significato locutivo, ovvero il contenuto della frase e di significato illocutivo,ovvero l’intenzione con cui il parlante produce la frase; il bambino impara a dare  un’intenzione alle sue azione e a capire quelle della madre.


Vediamo ora le fasi dello sviluppo!!!

LA FASE PRELINGUISTCA

2-6 mesi: prime vocalizzazioni, i suoni del bambino si inseriscono nei discorsi degli adulti come se volesse rispondere.

6-7 mesi: compare la lallazione canonica (da da da…la la la…). Compaiono alcune caratteristiche della lingua materna e si riduce l’iniziale ampiezza fonetica, limitandosi a quella della propria lingua.

10-12 mesi:compare la lallazione variata (sequenze sillabiche complesse) ,i suoni iniziano ad assomigliare a parole.

GESTI COMUNICATIVI

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Tra i 9 e i 12 mesi il bambino comincia ad utilizzare gesti come indicare, mostrare, offrire, dare e richieste ritualizzate chiamati perforativi. A partire dagli 11 – 12 mesi compaiono i gesti referenziali o rappresentativi; questi oltre ad avere un’intenzione comunicativa hanno anche un referente specifico. Questi gesti nascono all’interno di giochi o routines sociali con l’adulto (es. scuotere la testa per dire no, aprire e chiudere la mano per salutare ecc…) e vengono appresi per imitazione. Successivamente questi gesti vengono usati anche fuori dal contesto scatenante.

LE PRIME PAROLE

Compaiono in generale verso gli 11 e i 13 mesi e stanno a indicare persone, oggetti e azioni. Gli oggetti soprattutto piccoli (manipolabili) e in movimento (veicoli). L’uso iniziale delle prime parole non è referenziale ma lo diventa in seguito quando la parola non è più legata all’evento specifico ma a diverse situazioni. La comprensione precede la produzione linguistica, nel senso che il bambino è in grado di produrre parole spontaneamente solo quando ne avrà capito il significato.

LO SVILUPPO DELLA GRAMMATICA

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Si individuano due componenti: morfologia: acquisizione di suffissi e prefissi che servono a formare il plurale/singolare delle parole, il maschile/femminile…oppure a coniugare i verbi a derivare un nome da un altro ecc… sintassi: capacità di costruire combinazioni di parole che rispettino le regole della propria lingua materna. Lo sviluppo della grammatica inizia precocemente (fine del 2° anno di vita) ma alcuni aspetti vengono padroneggiati completamente soltanto a 9 – 10 anni.


GLI USI DEL LINGUAGGIO

Saper parlare implica anche saper parlare nel momento giusto, si parla perciò di competenza pragmatica che include due aspetti: la capacità di conversare e la capacità di tenere conto del punto di vista dell’interlocutore.

Il bambino è precocemente in grado di conversare utilizzando il grado giusto di intonazione e un limitato numero di frasi fatte. Questo anche grazie alle madri che nel conversare tendono più a fare richieste implicite piuttosto che a dare ordini espliciti. Già a 4 anni di età i bambini sanno adattare il proprio linguaggio all’interlocutore, a seconda che si tratti di un adulto, un coetaneo o un bambino più piccolo. Con un bambino più piccolo tendono a dare ordini, con gli adulti mitigano le loro richieste mentre con i coetanei usano forme più cortesi di richiesta. Nei bambini di 3 anni è ancora assente la capacità di conversare su temi lontani dall’attività in corso, mentre i bambini di 5 anni cominciano a dialogare facendo riferimento a eventi passati o a progetti futuri.
 

LEGAME AFFETTIVO MADRE-FIGLIO

Le emozioni vincolano i rapporti affettivi sin dai primi anni di vita; gli adulti rispondendo in modo adeguato ai segnali del bambino danno l’avvio al fenomeno dell’attaccamento.

Cos’è il fenomeno dell’attaccamento?
Si tratta di una tappa molto importante nello sviluppo del bambino!

Partiamo con il definire cos’è la figura di attaccamento,è la persona che si prende cura del bambino, in genere la madre, ma in inglese si preferisce parlare di caretaker. Per il bambino questo è un legame biologico,l’istinto naturale di cercare protezione e cure.

La teoria dell’attaccamento viene studiata ancora oggi ma l’idea nasce in Inghilterra nel 1907  e venne subito considerata rivoluzionaria.
mamma-figlio

FASI DELLO SVILUPPO DELL’ATTACCAMENTO
0-2 mesi-> contatti non selettivi
3-6 mesi-> orientamento verso le figure famigliari
6-24 mesi-> segnali di mantenimento della vicinanza e paura dell’estraneo
+24 mesi-> intenzionalità e reciprocità rapporto madre-bambino
dopo i 3/4 anni si parla di teorie affettive

Esistono diverse tipologie di attaccamento,vediamone alcune:

ATTACCAMENTO INSICURO EVITANTE
madre:insensibile ai segnali del bambino,esiguo contatto fisico; tratta il bambino come se dovesse imparare a cavarsela da solo.
bambino:distacco, evitamento del contatto, eccessiva autonomia,non ha fiducia in una risposta adeguata da parte della madre.

Il bambino subisce un forte stress ma dal punto di vista comportamentale questo non si manifesta, esprime maggior interesse per i giochi e meno per le relazioni e le figure umane.
Questo tipo di attaccamento è più frequente nelle culture nordiche.

ATTACCAMENTO INSICURO ANSIOSO AMBIVALENTE
madre:imprevedibile nelle risposte, dettate più dai suoi bisogni che da quelli del bambino.
bambino: incerto sulla disponibilità materna, non riesce ad utilizzarla come base sicura.

La separazione è una grossa fonte di disagio, al ritorno della madre il bambino o si arrabbia o scoppia in un pianto inconsolabile; generalmente restano sempre attaccati alla gonna della madre perchè vorrebbero che lei fosse il loro punto di riferimento; da grandi svilupperanno forme di gelosia.

ATTACCAMENTO DISORGANIZZATO
madre:dominata da esperienze traumatiche irrisolte, non risponde alle esigenze del bambino.
bambino:comportamenti contraddittori, congelamento,immobilità,disorientamento.Little angry toddler girl

ATTACCAMENTO SICURO
madre:sensibile hai segnali del bambino, disponibile a soddisfare i suoi bisogni
bambino:sicuro, stabile ,sereno.
Il bambino è triste quando si distacca dalla madre, ma sviluppa una sana indipendenza, al ritorno della madre la accoglie con felicità.felice

La teoria dell’attaccamento non si limita a fornire una descrizione del comportamento del bambino; in una prospettiva che salda gli aspetti individuali alle modalità con cui nella realtà si è venuta sviluppando la relazione, ipotizza la continuità dell’attaccamento grazie alla costituzione di modelli mentali complessi sia delle figure affettive sia di se stesso. Queste rappresentazioni costituiscono modelli operativi interni che hanno la funzione di indirizzare l’individuo nell’ interpretazione delle informazioni che provengono dal mondo esterno e di guidare il suo comportamento nelle situazioni nuove.

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